#7 - RISVEGLI!

by Pablo

 

L’uomo chiamato Frank Castle aprì gli occhi di scatto, per rimanerne abbagliato da una forte luce bianca. Li richiuse istintivamente, strizzandoli, per poi riaprirli lentamente, riuscendo così ad abituarsi alla forte luce. Alzò leggermente la testa, ma una fitta lo stordì e fu costretto a riabbassarla. Inspirò ed espirò, cercando di rilassarsi, poi rialzò la testa lentamente, resistendo alla leggera fitta che ora lo tediava. Si guardò attorno e si rese conto di essere in una stanza di un bianco asettico, apparentemente priva di porte, e di essere sdraiato su un ripiano bianco e privo del suo vestito, con indosso solo un camice bianco. Cerco di alzarsi ma qualcosa lo tirò per la testa. Mosse le mani verso di essa, cercando di trascurare le fitte, e si rese conto di avere dei cavi collegati al cranio. Con gesto rapido quanto avventato li strappò, procurandosi un dolore tanto rapido quanto lancinante, tanto da non riuscire a trattenere un grido. Si alzò di scatto, trascurando i dolori alla testa e alle membra, e osservò l’apparecchiatura a cui era attaccato. Era una strana macchina, dalla forma di un anello largo almeno 3 metri posto lungo il piano orizzontale. Su uno dei lati di quest’anello, accanto al piano su cui lui si era risvegliato, c’erano una mezza dozzina di elettropodi. Verso il centro dell’anello partivano 3 assi, nel cui centro di intersezione si trovava una sfera di bronzo intagliata, che misteriosamente sembrava rimanere sospesa nel vuoto. Cercò di toccarla, ma una voce lo interruppe: - Fossi in te non lo farei.
Frank si girò di scatto e vide padre O’Neill sulla soglia della porta che lo guardava con uno sguardo benevolo, accompagnato da due uomini alti e muscolosi. Frank si avvicinò al vecchio ma dai due uscirono due pistole, puntandogliele alla faccia.
- Non essere impulsivo, Frankie!
Frank Castle fissò il vecchio sacerdote con curiosità Non molti lo chiamavano Frankie, e si chiese chi poteva essere questo sacerdote dal tono secco e dallo sguardo indagatore che era a pochi metri da lui.
- Ti ricordi di me, Frankie? – chiese padre O’Neill, inclinando leggermente la testa sorridendogli.
Il Punitore lo fissò per qualche secondo, poi dai recessi della sua memoria qualcosa risalì, dapprima lentamente, poi sempre più rapidamente fino a riaffiorare davanti ai suoi occhi.
- Padre Peter?!
Il sorrise del vecchio sacerdote si allargò ancora di più.
- Vedo che non sono finito completamente nel dimenticatoio, piccolo Castle!
Frank lo fissò incredulo, poi domande più razionali fecero posto ai ricordi e allo stupore.
- Dove mi trovo? Cos’è quello? – disse indicando la macchina alle sue spalle – E cosa mi avete fatto?
- Calma, ti dirò tutto, partendo giusto dalla prima domanda: benvenuto nella base operativa del Regno! Ma adesso devi farti una doccia fresca e riposarti!

Qualche ora dopo.
La polizia è appena andata via dagli uffici dell’Atmed, raccogliendo un corposo verbale sull’aggressione dell’ennesimo falso Punitore. Per la prima volta ha fallito ed è stato ucciso, ma alla polizia è stato lasciato credere che sia fuggito via, perché sarebbe stato troppo difficile spiegare chi e come l’ha ucciso. La stessa polizia, da tempo sulle tracce di possibili reati di McRonald, riceve una implicita conferma dei suoi sospetti su di essi: una visita del Punitore, o anche di uno dei suoi numerosi emuli di questi ultimi giorni, non è quasi mai stata considerata un errore. Anzi, è quasi sicuramente una buona prova di colpevolezza. Questo Kenny lo sa, e la cosa lo sta rendendo molto nervoso. Ma la cosa che lo rende ancora più nervoso è il fatto che la sua sicurezza è stata violata in modo così plateale, ed è deciso a mettersi ai ripari.
- Voglio che voi due indaghiate e scopriate chi c’è dietro questa marea di Punitori! – disse ai due uomini seduti sulle nuove poltrone del suo ufficio.
Uno di loro, Mosaico, è un nemico di vecchia data del Punitore. Era un killer della mafia, Billy Russo, detto il Bello. Lavorava per la famiglia Costa, quella a cui appartenevano i sicari che sterminarono la famiglia del Punitore. Fu incaricato di uccidere proprio Frank Castle, ma quest’ultimo lo scagliò contro una vetrata, sfigurandone il volto. Da allora ha giurato vendetta contro il vigilante, che ancora oggi continua a non ricordarsi di lui. Fu lui a rispondere.
- Io credo di avere alcune notizie utili!
- Sarebbe a dire?
- Da qualche mese girà voce in città che una nuova organizzazione chiamata Il Regno stia preparando una guerra feroce e spietata alla malavita.
- Interessante! Chi guida questa organizzazione?
- Di preciso non si sa chi la guidi né chi la finanzi, ma sappiamo chi c’è dietro la sezione newyorkese!
- Chi?
- Un sacerdote, tale padre Peter O’Neill… ex sacerdote dovrei dire, visto che è stato scomunicato dal Vaticano diversi anni fa per le sue idee eversive di lotta al male!
L’altro uomo si girò verso Mosaico.
- Padre O’Neill? Che bella sorpresa…
Il suo nome è sconosciuto a molti, ma si fa chiamare Terminatore. E’ un mercenario, un killer privo di scrupoli che ha vissuto buona parte della sua vita in giro per il mondo, uccidendo per chi lo pagava di più. Ha anche fondato una scuola in Europa, dove vengono addestrati giovani killer e mercenari. Il suo volto è nascosto da una maschera di metallo da tratti grezzi, ma gli altri due presenti si rendono conto che sta sorridendo.
- Lo conosci?
- Certo… come conoscevo Frank Castle… sarà un piacere rivederlo dopo tanto tempo, anche se non so se lui sarà contento! Chissà che non ci sia lui dietro questa storia!
Una leggerà risata trapelò da dentro la maschera, facendo rabbrividire Kenny.

Frank Castle uscì dalla doccia come rinvigorito. Si guardò attorno nella stanza che gli era stata assegnata e capì che sarebbe stato impossibile fuggire da lì. La porta elettronica era ermeticamente chiusa dall’esterno. Non c’erano parti della stanza che potevano essere divelte per essere usate come armi improprie. Si sentiva oltretutto osservato e questo lo atterriva.
- Frank Castle! - disse improvvisamente una voce, che però sembrava appartenere a tre persone diverse.
Frank si girò e vide tre figure alate e ammantate di luce, sospese a qualche centimetro dal suolo.
- Ancora voi? Credevo di essermene liberato!
- Noi siamo i Troni, siamo Angeli di Dio, non demoni!
- Io non ho nulla a che fare con voi! – rispose Frank.
- Tu invece ci devi molto, visto che ti abbiamo ridato la vita!
- Nessuno ve l’ha chiesto di ridarmela!
- Tu servi a noi, Frank Castle, per portare la giustizia in questo mondo!
Frank si scagliò contro di loro, ma fu respinto e sbattuto via.
- Voi volete solo usarmi, per poi scagliarmi nel più terribile degli inferni, come è giusto che sia! Siete degli ipocriti!
- Frank Castle, l’Inferno sta per scatenarsi sulla Terra, ma tu avrai una possibilità…
- Di che andate cianciando?
- Ricordati che dopo la tempesta c’è sempre la quiete! Dopo l’Inferno ci sarà il Paradiso!
Frank li fissò, incuriosito.
- Cosa intendete dire?
- Saprai a tempo debito, ora ci devi solo obbedienza in virtù della vita che ti abbiamo ridato!
- Volete che dispensi ancora morte per voi? Non dovrei essere io a dirvi queste cose, ma è scritto “Settimo – Non uccidere”!
- E’ anche scritto: “Occhio per occhio, dente per dente”!
Frank rimase in silenzio per qualche attimo, poi annuì con la testa.
- E sia… pare che abbia dei seri obblighi verso di voi, più di quanto abbia creduto fino ad adesso…
- Ci fa piacere che tu abbia capito il disegno divino che ti sovrasta… avrai la tua possibilità di redenzione e di perdono, fidati!
Frank Castle sorrise.
- Io fidarmi? Si vede che non mi conoscete per niente…
Dette queste parole gli angeli svanirono, lasciando da solo il Punitore con i suoi pensieri e la sua maledizione.

- Padre O’Neill, venga qui presto!
La voce di uno degli addetti al sistema di controllo della base era eccitata e greve allo stesso tempo, e la cosa incuriosì non poco l’ex sacerdote, che prontamente si avvicinò alla consolle.
- Cosa succede?
- Guardi cosa sta succedendo nella stanza del nostro ospite…
Padre O’Neill fissò la scena, sentì le parole di Frank Castle rivolte al nulla. Nessuno era accanto a lui, e le varie telecamere non facevano altro che confermare la cosa. Poi improvvisamente lo videro scagliarsi verso una direzione, come se caricasse, e altrettanto improvvisamente, ma senza un motivo logico rimbalzò all’indietro. Il vecchio sacerdote sorrise.
- E’ il segno… sapevo che lui era uno dei prescelti, ma adesso ne ho la conferma… la sto vedendo con i miei occhi… il Signore ci ha dato il suo Angelo Vendicatore!

- Il Regno dite? Si ne ho sentito parlare!
Francis Thomas Karl Manheimer è il più informato degli impiccioni di New York. Sa tutto di tutti, ha una memoria fotografica, tanto da poter rivaleggiare con Pico della Mirandola. Mosaico e Terminatore lo ascoltano, sapendo che la strada è quella giusta.
- Tempo fa un vecchio barbone di nome Boots, che beninteso non è il suo vero nome ma non credo vi importi, mi parlò di strani via vai attorno ai Cloistes, i monasteri benedettini di Manhattan. Incuriosito da questa cosa, decisi di indagare personalmente, e vidi degli uomini vestiti con una strana divisa trasportare dei materiali, e vi dirò una cosa strana: quegli uomini mi sembravano tutti sacerdoti, o qualcosa di simile, nonostante il loro vestito. Dopotutto l’abito non fa il monaco! O il sacerdote, dir si voglia! – detto questo scoppiò in una grassa risata.
- Continua! – disse con un tono perentorio Terminatore.
Francis smise di ridere e riprese la sua relazione.
- Beh, questo via vai continuò per un paio di giorni, per poi smettere improvvisamente. Da allora non è successo nulla di strano lì, così dopo due settimane di appostamenti alle ore più svariate desistetti. Fino a un mese fa, quando un barbone di nome Bottle, e potete immaginare il perché del nomignolo, che va ogni tanto a mendicare ai Cloister, mi racconta di aver sentito parlare del Regno in uno di quei monasteri. Beh, lui dici di non averne sentito proprio parlare, perché sostiene di essere un mutante telepate come quell'altro… come si chiama… ah sì, Xavier! Dicevo, lui sosteneva di averlo sentito nella mente di alcune delle persone presenti lì, specialmente nella mente di un anziano sacerdote…
- Padre O’Neill… - disse sottovoce Terminatore.
- Esattamente, proprio quel nome disse! Io obbiettai che sentire parlare, o pensare, del Regno, presumibilmente dei cieli, in un monastero dovrebbe essere quantomeno la regola. In uno benedettino poi, il cui motto è “Ora et Labora” sarà praticamente la prassi, ma lui sosteneva che il modo in cui pensavano quella parola non dava intendere al Paradiso, ma a qualcosa di diverso. Convinto che vaneggiasse chiusi lì la conversazione. Ma voi mi state mettendo una pulce nell’orecchio. Cos’è questo Regno?
- Lascia perdere, eccoti piuttosto i tuoi mille dollari! – tagliò corto Mosaico, mettendogli in mano una mazzetta.
- Grazie, signor Russo!
Mosaico si girò allibito.
- Sai chi sono?
Francis sorrise.
- Io so tutto, signor Russo, so tutto!

- Cos’è questo Regno? – chiese Frank Castle senza tanti preamboli.
- Il Regno è una organizzazione nazionale di gente di fede che ha deciso di non porgere l’altra guancia al crimine. Siamo organizzati in maniera federale sul territorio. Ognuno sceglie i mezzi con cui portare avanti la sua guerra al crimine. C’è chi ha formato squadre scelte di vigilanti, chi ha contattato mercenari senza scrupoli. Noi invece abbiamo puntato su di te… su di te e sulla sfera della Giustizia.
- Ti riferisci a quella sfera a cui ero… collegato?
- Si, è stata lei il motore della nostra iniziativa. L’abbiamo fatta studiare a numerosi mistici, ed hanno scoperto che era in grado di trasmettere nell’etere strani impulsi di natura sconosciuta. In seguito capirono che il potere della sfera era enorme, in grado di condizionare le persone mentalmente più deboli sulle direttive di una più forte. E così il mio pensiero cadde su di te, Frank!
Fece una breve pausa.
- Ti ho sempre seguito in tutte le tue famigerate imprese, ed ho condiviso con te il desiderio di giustizia e di vendetta sul male che inonda il mondo! Ho pianto quando la tua famiglia è stata sterminata, ed ho gioito quando ho saputo che eri rinato! Poi il Signore mi ha chiamato…
- Cosa?
- Il Signore mi ha chiamato, e mi indicato te, solo te, come suo Angelo Vendicatore!
Il Punitore afferrò padre O’Neill per il bavero.
- Cosa vai cianciando?!
Con gesto deciso padre O’Neill staccò le mani di Frank.
- La verità, il Signore ti ha indicato come suo strumento di giustizia, ed io ti ho raccolto…
- Raccolto?! Spiegati meglio vecchio, perché non ho ancora capito come sono finito qui dentro!
- E sia, è un tuo diritto sapere! E’ successo tutto…
In quel momento suonò l’allarme rosso della base.
- Cosa sta succedendo? – chiese Frank Castle, ma in cuor suo sapeva già la risposta.
- Ci stanno attaccando! – disse padre O’Neill.

Note ebbene si, ho sfruttato un personaggio ideato da Ermanno, ovvero padre Peter (vedi il primo ciclo del Puni), e vi posso assicurare che non sarà l'unico, come potrete appurare nei prossimi episodi. A si, lo so che molti di voi odiano gli Angeli e i Demoni nella saga del giustiziere, ma come ho sempre detto credo che un simile sviluppo non possa essere abbandonato così, nei modi usati. Quindi aspettatevene delle belle.